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lunedì 11 gennaio 2010

Airnergy ricarica i cellulari con i segnali Wi-Fi

RCA Airnergy è un nuovo piccolo gadget che permette di ricaricare le batterie di cellulari, lettori MP3 e piccolo dispositivi portatili sfruttando i segnali Wi-Fi. In pratica intercetta i segnali wireless e ne "immagazzina" l'energia. A quel punto si può usare Airnergy come unità di alimentazione esterna; l'obiettivo futuro è quello di realizzare batterie ricaricabili dotate del sistema di "raccolta" integrato.
Airnergy si mostra come un semplice scatolotto dotato di connessione mini-USB. Ovviamente non è molto potente e la sua capacità di "raccolta" è strettamente legata alla forza dei segnali Wi-Fi che lo circondano. Da valutare poi sul campo le sue reali capacità. Durante il CES i tecnici RCA sono riusciti a far ricaricare un BlackBerry in 90 minuti - dal 30% di autonomia al 100%.

Batteria Airnergy :


Lo sviluppatore RCA (Gruppo Thompson) ha previsto la sua distribuzione la prossima estate, a un prezzo di listino di circa 40 dollari.


Fonte: tomshw.it

venerdì 3 aprile 2009

Energia pulita: le batterie prodotte da virus

I ricercatori del MIT , il Massachusetts Institute of Technology, sono riusciti a progettare geneticamente dei virus per ottenere polo negativo e positivo di una batteria agli ioni di litio.
Si tratta quindi di un microorganismo per alimentare batterie per cellulari, lettori MP3 e persino automobili.
"Il nuovo virus produci-batterie - spiega Angela Belcher, docente di Scienza dei materiali e ingegneria biologica che ha condotto la ricerca - ha la stessa capacità energetica e la stessa potenza delle batterie ricaricabili che usiamo oggi per caricare la macchina, ma potranno essere utilizzate anche per caricare i normali dispositivi elettronici".
Le nuove batterie potranno essere realizzate in modo economico e rispettoso dell'ambiente, senza solventi pericolosi né materiali tossici.
Dal 2006 il team di sviluppo si è concentrato sulla costruzione di un catodo ad altissima potenza, da equilibrare con l'anodo. I catodi sono infatti più difficili da costruire poiché devono essere degli ottimi conduttori, mentre la maggior parte dei materiali candidati a riprodurli sono altamente isolanti. Per ottenerli, i ricercatori Gerbrand Ceder e Michael Strano hanno progettato dei virus che prima si ricoprono di fosfato di ferro, poi afferrano i nanotubi di carbonio così da creare una rete di materiale ad altissima conduttività.
Stando ai test, le batterie con il nuovo materiale catodico potranno essere ricaricate e scaricate fino a 100 volte senza perdere capacità. "Ci aspettiamo risultati anche migliori in futuro", ha aggiunto la Belcher.

venerdì 20 marzo 2009

USBCell: La pila che si ricarica con la USB


Dopo le Suncat: , Moxia lancia una novità: USBCell, le batterie che si ricaricano con l'USB.

Si presentano come normali pile di uso comune, ma basta sollevare il cappuccio di plastica e appare un connettore USB.

Basta inserire la "pila" in una qualsiasi porta USB e la ricarica ha inizio.

Terminata la ricarica si può utilizzare come una normale batteria stilo con una una potenza di circa 1450mAh.

Possono anche essere ricaricate dai caricabatterie compatibili.

Disponibili in varie forme, dalla stilo alla torcia, le pile hanno un costo a coppia di circa 11 sterline.

giovedì 19 marzo 2009

L'UE vieta la vendita delle lampadine a incandescenza


L’Unione europea vieterà la vendita delle lampadine a tungsteno.
L'UE ha approvato il regolamento che prevede, già a partire da quest'anno, l'eliminazione progressiva delle lampadine col filamento incandescente sia per gli usi domestici sia per l’illuminazione di strade, uffici e industrie (furono inventate da Edison 130 anni fa).

Saranno sostituite completamente con sistemi di illuminazione più efficienti a partire dal settembre di quest’anno fino al settembre 2012.
Il nuovo regolamento europeo impone l’immissione in commercio di sistemi di illuminazione appartenenti alle classi di efficienza energetica A, B e C, mentre le lampadine a incandescenza sono tutte classificate come D, E o F.
Le prime a essere escluse dalla vendita saranno le lampadine da 100 Watt.

Da settembre 2010, cesseranno le forniture ai negozi di lampade a tungsteno da 75W.

Nel 2011 toccherà alle lampadine da 60W, e infine, nel 2012, a tutte le altre (da 40, 25 e 15 Watt) finché non saranno immesse sul mercato solo lampade di efficienza energetica A, B o C, indipendentemente dalla loro potenza.
L’Ue calcola di ottenere in questo modo un risparmio di energia di circa 80 TWh entro il 2020 (pari al consumo di elettricità del Belgio o alla produzione elettrica di 20 centrali da 500 MW) e un taglio della CO2 di circa 32 milioni di tonnellate all’anno.

venerdì 27 febbraio 2009

SunCat: le batterie a ricarica solare

Il designer Knut Karlsen ha avuto la brillante idea di integrare celle solari flessibili su batterie ricaricabili.

SunCat, è così che si chiama il prototipo, è praticamente una striscia di cella solare flessibile incollata direttamente alla superficie della batteria NiMH ricaricabile e saldata sui due poli con un sottile conduttore in rame.

Sicuramente non avrà una ricarica velocissima ma comunque resta un'ottima pensata se consideriamo una condizione di "emergenza".
Karlsen ha già in mente un secondo modello nel quale integrerà anche un piccolo display che visualizzerà lo stato della ricarica.

giovedì 12 febbraio 2009

Google ci farà risparmiare sulle bollette


«Se non puoi misurarlo, non puoi migliorarlo», queste le parole di Lord Kelvin, ingegnere irlandese che ha dato un importante contributo allo studio dell'elettricità e della fisica dell'Ottocento. E proprio queste parole diventano oggi il motto del nuovo progetto del colosso della ricerca Google, impegnato nella misurazione dei consumi elettrici.


Denominato Google PowerMeter, il servizio è nato dai laboratori della grande G e si propone di monitorare tutti i consumi energetici dovuti agli elettrodomestici, ai computer e a tutti i dispositivi casalinghi.

IL PROGETTO – Il PowerMeter è un software di monitoraggio online in cui vengono mostrati grafici di consumo individuale. Attraverso il sistema di Google è così possibile analizzare le informazioni energetiche relative alla singola abitazione e perfino attivare una sana competizione con gli amici, per confrontare bollette e impronta ecologica. È sufficiente impostare il proprio profilo e visualizzare i risultati per avere un'idea ben precisa del proprio andamento energetico, osservando i picchi di consumo; un semplice controllo permette di accorgersi che un elettrodomestico datato o malfunzionante causa una dispersione di energia, dando così modo all'utente di migliorare la bolletta e non solo. L'idea di base è che rendendo misurabile un consumo invisibile come l'energia, si raggiunge anche una maggiore consapevolezza dell'impatto ambientale dell'elettricità e le emissioni generate. Attualmente in fase di prototipo e test, il sistema potrebbe essere disponibile al grande pubblico già nei prossimi mesi.
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PRESE INTELLIGENTI – I dati consultabili online vengono raccolti via wireless grazie ai cosiddetti «smarter power», piccoli dispositivi hardware intelligenti che vengono integrati alle singole prese elettriche: negli Stati Uniti gli smarter power entreranno nelle case di oltre 40 milioni di persone nei prossimi tre anni. La speranza di Google è che nei mesi a venire i produttori di elettrodomestici si sensibilizzino rispetto alle problematiche ambientali e che utilizzino dispositivi compatibili con il software PowerMeter. Sebbene siano molti i progetti di monitoraggio e analisi dei consumi casalinghi (basti citare il concept di applicazione per iPhone Current state, l'impegno di un colosso come Google può avere un peso decisivo sia nell'adozione del sistema da parte degli utenti, sia nella diffusione di hardware compatibili grazie ad accordi con i grandi produttori.