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lunedì 6 febbraio 2012

Volunia: il nuovo motore di ricerca italiano



La ricerca sul web diventa sociale: nasce Volunia.com, il motore 'cerca e incontra' made in Italy che permettera' di "volare" nello sterminato mondo di Internet e conoscere persone con interessi in comune.

Presentato all'universita' di Padova in diretta web dal suo ideatore, Massimo Marchiori, uno degli inventori dell'algoritmo di Google, Volunia e' un "progetto mondiale", accessibile in 12 lingue, ma non e' un "anti-Google".

"Parte da un punto di vista differente, sarebbe una follia per qualsiasi start-up mettersi in competizione diretta" con il gigante di Mountain View, ha spiegato Marchiori.

Dopo una settimana di prova, con accesso limitato a circa 150mila utenti, Volunia si aprira' al pubblico e sara' in grado di "reggere potenzialmente milioni di persone".

La differenza fondamentale tra Volunia e gli altri motori di ricerca e' che non abbandona gli utenti, ma li guida e li aiuta attraverso un barra degli strumenti sempre presente nella parte alta della pagina web.

Gli utenti possono cosi' effettuare ricerche mirate all'interno di ogni sito, attraverso una mappa, una sorta di navigatore che schematizza i siti e li suddivide per contenuti.

In questo modo, se si vuole effettuare una ricerca tra i contenuti multimediali di un sito, si puo' restringere il campo ai soli video o foto.

Altra innovativa particolarita' che lo rende il "motore di ricerca del terzo millennio" e' la barra sociale che "unisce l'informazione con il mondo delle persone".

L'obiettivo dichiarato e' di "rompere le barriere" tra ricerca di contenuti e socialita'.

Attivando la funzione 'social', gli utenti decidono di rinunciare all'anonimato durante la visita di una pagina web e di segnalare agli altri la propria presenza.

"In questo modo, quando apriamo un sito Internet possiamo vedere chi c'e' o chi c'e' stato", ha spiegato Marchiori. Volunia comunichera' a tutti gli utenti in tempo reale le persone collegate al sito alle quali "si potra' chiedere l'amicizia in base a un interesse comune".

Volunia e' gia' predisposto per essere accessibile da tutti i tablet, come iPad e Samsung Galaxy, ma anche da cellulare con una versione mobile.

Fonte: agi.it

venerdì 19 agosto 2011

Google, su Maps anche previsioni meteo


Google Maps si aggiorna e inserisce la possibilita' di controllare, attraverso un'apposita icona in alto a destra, le previsioni metereologiche in tutto il mondo.

Lo spiega l'azienda di Mountain View in un messaggio postato sul blog ufficiale italiano. La novita' arriva a pochi giorni dal lancio della funzionalita' per Maps (anche su mobile) delle informazioni sul traffico che consente di controllare la viabilita' sulle principali autostrade e vie di comunicazione italiane.

Fonte: ansa.it

venerdì 5 agosto 2011

Google+ supera i 25 milioni di utenti



Sembra inarrestabile la corsa di Google + che ha ormai superato da un paio di giorni quota 25 milioni di utenti e sono passate solo due settimane da quando aveva toccato i 20 milioni. Sono almeno questi i numeri dati dalla società di statistiche e ricerche di marketing ComScore che danno a Google+ la corona di Social cresciuto più in fretta.

Infatti i suoi concorrenti, cioè Twitter e Facebook, ci avevano messo rispettivamente 30 mesi e 3 anni per arrivare allo stesso numero di utenti iscritti: ma certamente erano altri tempi, infatti prima di Facebook nessuno conosceva la realtà dei Social Network, quindi forse è comprensibile che ora Google+ sia cresciuto così facilmente, specie ora che quasi tutti hanno un profilo su uno dei due suoi predecessori. Già però queste statistiche hanno provocato i primi malcontenti, poiché in realtà questi numeri riguardano in realtà i visitatori unici del sito, quindi non per forza di persone iscritte: ma se già si fa il confronto con il numero di visitatori unici di Facebook, si vede che la differenza è minima con il numero di iscritti.

L’unico dubbio è che non sia anche questo un flop come tutti gli esperimenti precedenti di Google (Orkut, Google Wave e Buzz), ma per un sito aperto ancora ad inviti e ristretto ai soli utenti “smanettoni” sono numeri davvero impressionanti.
Il verdetto finale arriverà quando con l’avvio della pagina dedicata alle aziende, il social diventerà stabile come i concorrenti, continuando a crescere, o inizierà il suo lento declino come gli altri. Secondo voi chi l’avrà vinta? L’ormai conosciutissimo Facebook, Twitter o il neonato Google+?

Fonte: techpoint.it


mercoledì 8 giugno 2011

IPv6, il giorno della consapevolezza



E venne dunque il momento del World IPv6 Day: mercoledì 8 giugno 2011 sarà una 24 ore di test della transizione da IPv4 a IPv6, un periodo di tempo nel quale i grandi (ma anche i piccoli e coscienziosi) operatori di rete faranno una prova generale della tenuta della Internet mondiale facendo transitare tutti il traffico telematico sul "giovane" protocollo a 128-bit.

Sull'importanza e la necessità del passaggio da IPv4 a IPv6 si discute da anni: lo storico protocollo a 32-bit ha sostanzialmente esaurito lo spazio di indirizzamento per la messa online di nuovi dispositivi pensati per l'accesso a Internet, mentre una certa lentezza nel perseguire l'importante upgrade tecnologico ha suscitato preoccupazioni cicliche su un possibile "crash" su scala mondiale di una rete impossibilitata - nel suo complesso - a funzionare a dovere con il nuovo protocollo.

L'8 giugno sarà dunque il tempo del grande test: 318 aziende, università e agenzie governative parteciperanno al primo happening pubblico su larga scala di IPv6, inclusi naturalmente i "giganti" dell'economia di rete come Google, Yahoo!, Microsoft, Akamai e YouTube. Non mancano tanti altri siti minori inclusi 200 siti di news serviti dai data center di TownNews.com.

Le 24 ore di test del World IPv6 Day serviranno a valutare la tenuta di Internet con il traffico dei principali "nodi" telematici globali rediretto sullo spazio di indirizzamento a 128-bit proprio del protocollo IPv6 - protocollo che oltre a promettere indirizzi IP sostanzialmente illimitati (2 elevato alla 128esima) e vantaggi economici e prestazionali suscita non poche preoccupazioni a causa della retrocompatibilità con IPv4.

Oltre a sondare il terreno per lo switch-off, dice la Internet Society che sponsorizza l'iniziativa, il World IPv6 Day servirà a "incoraggiare i fornitori di contenuti e gli ISP" a "saltare il fosso" delle ritrosie all'adozione di IPv6 per testare la sua attivazione per 24 ore di fila. Se si considerano le adozioni sin qui raccolte, dice l'organizzazione, l'evento si può già considerare come un successo.

Fonte: punto-informatico.it

mercoledì 4 maggio 2011

Google shopping, nuove prospettive per l'e-commerce in Italia

Nuove prospettive per l'e-commerce in Italia, da oggi ad aiutare i consumatori a scegliere cosa acquistare (e le aziende a vendere) ci pensa Google Shopping, il servizio offerto da Big G che arriva anche nella nostra Penisola. Attualmente in versione beta, il nuovo aggregatore sviluppato dall'azienda di Mountan View mette insieme tutte le principali offerte delle imprese italiane che vendono su web e si inserisce nel quadro di un settore in forte crescita. L'Internet economy italana infatti vale il 2% del Pil e nel 2015 arriverà almeno al 3,3%, stando agli ultimi dati diffusi da Google con il report commissionato a Bcg.

Google ha annunciato ieri l'arrivo di Google Shopping, oltre che in Italia, anche in Spagna e in Olanda.


Il meccanismo è quello tipico dei motori di ricerca, quindi i siti di shopping online che vogliano essere catturati dal nuovo canale di Google dovranno ottimizzare le proprie pagine per soddisfare i criteri imposti dal colosso di Mountan View.


Dunque gli utenti possono ricercare i prodotti da acquistare, ottenere informazioni sugli articoli, comparare i prezzi e scegliere il venditore che meglio risponde alle proprie esigenze.


I venditori invece possono registrasi gratuitamente al servizio per poi inserire una lista dei propri prodotti sul Merchant Center di Google accessibile dal proprio account Google. Attraverso questa chi vende può caricare i propri dati d e renderli disponibili attraverso le ricerche effettuate dagli acquirenti su Google Shopping.


«Gli Europei amano fare shopping online e ci auguriamo che Google Shopping consenta agli utenti italiani di trovare i prodotti sul Web più velocemente e facilmente. Google Shopping permette di vedere un'ampia varietà di prodotti offerti da tanti negozianti diversi e di raffinare i propri risultati per poter trovare l'offerta migliore, prima di entrare nel negozio online ed effettuare l'acquisto», sono le parole di Amy Gepfert, program manager di Google Shopping.



Fonte: manageronline.it

mercoledì 2 febbraio 2011

Google HotPot arriva in Italia


Google HotPot arriva in Italia: il servizio di ricerca di BigG, basato su Google Places, è disponibile finalmente nella nostra lingua. Ma come funziona e cos’è esattamente Google HotPot? HotPot è un motore che fornisce “consulenza” sui migliori luoghi ed attività commerciali in base alle preferenze date dagli utenti.
La condivisione delle impressioni e dei giudizi personali con i propri amici e viceversa permette a Google di tracciare una classifica generale delle preferenze e di conseguenza fornire i migliori risultati e consigli. Una ricerca tramite questo servizio potrebbe permettere agli utenti di trovare i migliori ristoranti o cinema di zona in pochi click e senza tanti sforzi.


Google HotPpot non è certamente il primo servizio dedicato a questo scopo, ma il fatto di poter importare informazioni geografiche dai ricchi database di Google è un indubbio vantaggio.


Google HotPot ha ora bisogno della sua componente più importante: le informazioni ed i feedback degli utenti, insomma i dati per erogare i consigli. Questo progetto rappresenta un altro esperimento “social” di Google: dopo i risultati precedenti in questo campo, non proprio esaltanti, staremo a vedere l’evolversi futuro.




È disponibile anche l’applicazione HotPot per iPhone, ma al momento è solo in lingua inglese.


Fonte: webmasterpoint.org

domenica 30 gennaio 2011

Apre OpenLeaks, il sito dei disertori di WikiLeaks


OpenLeaks, il sito creato dai disertori di WikiLeaks, è ufficialmente online, anche se non è ancora pienamente operativo. L'organizzazione ha confermato che non ha intenzione di usare questo sito per pubblicare le informazioni che hanno reso celebre Wikileaks, ma di usarlo come canale per aiutare terze parti (per esempio, organizzazioni non profit e organismi di informazione) a ottenere l'accesso ai documenti per poterli rendere pubblici.
La pagina di apertura di OpenLeaks avvisa gli utenti che il sito è ancora in fase alfa di sviluppo, e che la beta sarà disponibile solo nella seconda metà del 2011, quando si inizierà a lavorare con ONG, media, sindacati, e ad altri enti per la pubblicazione delle informazioni.

Sul sito si legge che "OpenLeaks non accetterà o pubblicherà documenti su una propria piattaforma, ma creerà diverse caselle in Dropbox a cui potranno accedere i numerosi esponenti della sua comunità, ciascuna delle quali conterrà contenuti che rispondono a richieste specifiche, cosicché gli informatori possano disporre di canali sicuri e affidabili. Il flusso del processo informativo è mostrato in un video su Vimeo.
Le prime notizie su OpenLeaks avevano iniziato a circolare lo scorso novembre, dopo che un gruppo di membri di WikiLeaks aveva lasciato l'organizzazione per disaccordi con Julian Assange. OpenLeaks si è preposta l'obiettivo di "agire in modo neutrale, senza un programma politico, ed essere democraticamente governata da tutti i suoi membri, e non da un gruppo o da un individuo."

Nonostante i disaccordi che hanno portato il gruppo di OpenLeaks a staccarsi da WikiLeaks OpenLeaks cerca di celare gli attriti tra i due gruppi. Sul sito si legge, infatti, che "Mentre noi sosteniamo pienamente gli obiettivi prefissati di WikiLeaks, a cui auguriamo successo, OpenLeaks è un progetto indipendente. Non è un miglioramento o un sostituto di Wikileaks e non è nemmeno un concorrente. Piuttosto, è un progetto complementare che ha funzionalità diverse da quelle di Wikileaks."

Dopo l'impatto dei documenti pubblicati da WikiLeaks, sembra che altri canali siano disposti a seguire le impronte di Assange. Al Jazeera ha lanciato Al Jazeera Transparency Unit (AJTU), che pubblicherà documenti, foto, clip audio e video e altro materiale sia in lingua araba sia in inglese. Come WikiLeaks, la documentazione sarà fornita da fonti anonime, ma l'emittente araba ha dichiarato che autenticherà tutti i contenuti. Il materiale sarà accessibile solo ai dipendenti di Al Jazeera che lavorano nella Al Jazeera Transparent Unit. Al momento l'emittente ha pubblicato in contemporanea con il Guardian i Plestinian papers, quasi 1.700 documenti segreti stilati fra il 1999 e il 2010 riguardanti centinaia di incontri tra palestinesi, israeliani e statunitensi, corredati da email e bozze di proposte.
Intanto il caso WikiLeaks tiene banco anche al convegno "Sette interrogativi su Wikileaks" organizzato dall’Università Roma Tre. Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, ha dichiarato: "Siamo in anni in cui l’impatto della rete nel giornalismo ha fatto sperare ad alcuni editori che Internet rendesse magicamente e risparmiosamente non più necessario il lavoro giornalistico professionale. La vicenda Wikileaks ci dice invece che anche ai tempi della rete si va a cercare attendibilità e autorevolezza, come Assange ha fatto dando le rivelazioni ad alcune testate autorevoli".

Natale ha proseguito rincarando ulteriormente la dose: "Penso che con Wikileaks il giornalismo in genere abbia fatto buona figura, anche dal punto di vista del diritto dei cittadini a essere informati."

Fonte: tomshw.it

venerdì 14 gennaio 2011

Creare un negozio e-commerce gratis per tutti

Sembrerà strano ma il mitico carrello elettronico Zen Cart (da tempo ormai sviluppato anche in lingua italiana grazie alla sua efficiente community), permette a chiunque mastichi un minimo di conoscenze informatiche di mettere on line un vero negozio elettronico completo e funzionale in maniera assolutamente gratuita.
Il pacchetto base così come viene scaricato è già completo di tutto e permette da subito di creare categorie e articoli da poter mettere in vendita configurando solamente i moduli per pagamento e spedizione già presenti o scaricabili sempre gratuitamente.
I moduli per il pagamento sono già predisposti per accettare Bonifici Bancari, Vaglia Postali, Carte di Credito, PostePay, Contrassegni, PayPal, MoneyBookers e tutte le forme esistenti di transizioni a distanza.
I moduli Spedizioni prevedono già di configurare la logistica con le Poste Italiane o con i Corrieri Espressi ed offrono la possibilità di configurare le tariffe anche per il resto del mondo utilizzando apposite tabelle.

Se avete l’attenzione di mantenere la doppia lingua (Italiano-Inglese) in fase di configurazione del Vostro negozio on line, iniziate già da subito ad aprire il vostro mercato in Europa e nel resto del Mondo.
Essendo Zen Cart distribuito con licenza Open Source, è in grado di offrire la massima personalizzazione a chi possiede conoscenze un po’ più specifiche di linguaggi di programmazione web
(In allegato posterò alcune immagini di un sito realizzato mediante Zen Cart).
Insomma.. armatevi di creatività, acquistate un dominio ed uno spazio web (attenzione alle caratteristiche riportate nel documento di installazione) installate Zen Cart Italia e iniziate subito la vostra attività di vendita on line.
Link per Download e approfondimenti
Qui è possibile visualizzare una demo con grafica standard ed articoli già inseriti!

mercoledì 12 gennaio 2011

8 giugno 2011, il giorno dell’IPv6


Il prossimo 8 giugno 2011 sarà il giorno in cui per la prima volta il mondo intero sperimenterà in massa l’IPv6. Sarà questo il giorno in cui alcuni tra i maggiori siti al mondo, infatti, migreranno sul nuovo protocollo per 24 ore consecutive sperimentando così per la prima volta l’IPv6 sulle masse e sui grandi numeri.
Trattasi in parte di un esperimento, un modo per testare che tutto funzioni alla luce del prossimo switch-off verso la nuova realtà. In parte, però, è anche una forzatura con cui si tenta di convincere tutti gli attori del settore ad una necessaria migrazione solerte affinché la Rete non rimanga imbrigliata in una assurda scarsità di IP determinata dal progressivo esaurimento delle risorse disponibili sotto IPv4. Google, Yahoo, Facebook e Akamai hanno già confermato la propria adesione al progetto, ma la Internet Society spera che anche altri nomi possano unirsi all’esperimento.
A tal fine una apposita pagina invita gestori di siti web ed operatori di rete a comunicare la propria adesione al progetto, così da accrescere la lista iniziale e trasformare davvero l’8 giugno in un grandioso esperimento collaborativo internazionale, una sorta di beta test per valutare quel che succederà nel futuro prossimo.
Siamo tutti pronti ad approdare al protocollo IPv6? No, anzi: soltanto lo 0.2% degli utenti ha oggi connettività nativa su IPv6. Per questo motivo un esperimento ulteriore è sul sito test-ipv6.com ove ognuno può testare la propria connessione e verificare se il proprio operatore ha già compiuto le operazioni necessarie per consentire la normale navigazione con il nuovo protocollo. In ogni caso, anche per coloro i quali l’IPv6 non è ancora stato attivato, l’8 giugno non sarà un giorno senza Internet: secondo Google «la buona notizia è che gli utenti di Internet non dovranno far nulla di speciale per prepararsi al World IPv6 Day. Le nostre misurazioni suggeriscono che la grande maggioranza (99.95%) degli utenti non avrà problemi. Comunque, in rari casi, gli utenti sperimenteranno problemi di connessione [...]». Il che fa parte di un normale beta test, ove proprio i problemi sono i protagonisti della giornata poiché è su questi ultimi che occorrerà lavorare nei mesi successivi per fare in modo che il passaggio sia quanto meno traumatico possibile.
Fonte: webnews.it

lunedì 10 gennaio 2011

Le ricerche su Google più popolari in Italia


Gli italiani si confermano ancora una volta attenti ai principali temi di attualità, siano essi fatti di cronaca o d’interesse pubblico a taglio economico-sociale. Come già rilevato l’anno scorso, Internet resta in cima ai loro interessi, in particolare il mondo dei social network e dei contenuti video.

Le parole di crescente popolarità
- chatroulette
- sarah scazzi
- stipendi pa
- waka waka
- mondiali 2010
- video mediaset
- il fatto quotidiano
- autoscout24
- megavideo
- google traduttore

I termini più popolari in assoluto
- facebook
- youtube
- libero
- meteo
- giochi
- streaming
- google
- yahoo
- corriere
- alice

Le ricerche mobile di crescente popolarità
- ipad
- pietro taricone
- waka waka
- iphone
- mondiali 2010
- avatar
- ovi
- google traduttore
- sanremo
- classifica serie a

Le ricerche di pubblico interesse di crescente popolarità
- manovra finanziaria 2010
- maturità 2010
- stipendi pa
- modulistica inps
- prove invalsi
- pec
- agenzia delle entrate
- gdf
- servizio civile nazionale
- sportello immigrati

Le ricette di crescente popolarità
- cazzilli palermitani
- casatiello napoletano
- pasta di zucchero
- tiramisù alle fragole
- torta al limone
- cheescake
- chiacchiere
- polpette di melanzane
- parmigiana di melanzane
- frittata al forno

Ricerche associate alla parola “significato” di crescente popolarità
- bunga bunga
- kippah
- waka waka
- networking
- probiviri
- concussione
- bischero
- sarcasmo
- namasté
- shoah

Persone di crescente popolarità
- justin bieber
- mauro marin
- sandra mondaini
- marco mengoni
- lady gaga
- belen rodriguez
- alessandra amoroso
- robert pattinson
- paolo fox
- maria de filippi

Fonte: Google Zeitgeist2010

sabato 27 novembre 2010

Creare Applicazioni Android con Google App inventor


Questa volta Google ha superato se stessa. L’azienda più stimata del WEB ha deciso di iniziare ad investire seriamente su Android, creando un nuovo sistema per la creazione delle applicazioni compatibili con il sistema operativo open source. Il sistema, nominato Google App Inventor, permette a tutti gli utenti (compresi tutti quelli che non sanno un tubo di programmazione) di creare applicazioni android tramite un editor visuale e funzionalità predefinite. In poche parole, da oggi in poi, una persona qualsiasi potrà creare applicazioni android utilizzando il mouse (per i click) e Google App Inventor!

Questa straordinaria novità aumenterà notevolmente le applicazioni per android (soprattutto quelle gratuite) ma, secondo molti esperti, ridurrà la qualità media dell’Android Market. Secondo noi, la scelta di Google è validissima poiché tutti i webmaster potranno creare una versione mobile del proprio sito web, tutti gli aspiranti programmatori potranno dare vita alle loro applicazioni e coloro che hanno delle idee potranno realizzarle senza spendere migliaia di euro per assegnare il lavoro ai programmatori!

Quanti giovani si concentreranno sulla creazione di applicazione per Android? Se anche voi volete far parte di questo gruppo, ecco il link del Google App Inventor. Infine, vi linkiamo anche la pagina di Youtube dedicata a questo favoloso progetto. Davvero complimenti a Google, Steve Jobs dovrà darsi da fare!

mercoledì 6 ottobre 2010

Online il sito Web della Google TV


Se ne parla ormai da tempo: la Google TV, la IPTV del famoso motore di ricerca, sta per arrivare. L’uscita dei primi dispositivi basati sulla nuova piattaforma di Mountain View (si tratta in pratica di un hardware basato su Android) è infatti prevista per questo mese, ma nel frattempo BigG ha messo online il sito ufficiale dedicato al suo nuovo servizio.
Sul sito è possibile scoprire quelle che saranno le caratteristiche peculiari di Google TV, a cominciare dall’interfaccia grafica in cui sono presenti applicazioni che consentono di accedere ciascuna ad un servizio differente.
Con la nuova piattaforma si potrà, ad esempio, navigare su Internet utilizzando un’apposita versione del browser Google Chrome, come anche visualizzare film o show televisivi on-demand e musica online con Pandora, Netflix, Amazon Video on Demand, oppure ancora consultare i quotidiani utilizzando le app del New York Times e di USA Today.
Google TV potrà essere comandata tramite un normale telecomando oppure utilizzando uno smartphone dopo avere installato su di esso un’apposita applicazione.

giovedì 9 settembre 2010

E’ nato Google Instant: ecco cos’è


Google ha appena annunciato la sua ultima trovata: Google Instant. Dicono che trasformerà la ricerca per sempre rendendola più veloce, migliore e più forte. Ma di cosa si tratta esattamente?
Se attivate Google Instant Search, comincerete a vedere risultati man mano che digitate la parola scelta. In più vi verranno mostrate una serie di query in grigio per rifinire la vostra ricerca. Tutto ben prima che schiacciate il pulsante “Cerca”.
Questo vi fa risparmiare tempoGoogle stima che Google Instant vi permetterà di risparmiare da 2 a 5 secondi per ogni ricerca. La ragione? Leggiamo più velocemente di quanto digitiamo e la ricerca predittiva riduce il tempo di digitazione necessario prima di avere dei risultati. Se tutti gli utenti Google passassero a Instant, si risparmierebbero circa 3,5 miliardi di secondi al giorno.

Anche se funzionano i normali filtri SafeSearch, Google Instant traccia una sorta di confine su temi come “pornografia, violenza e parole di odio”.

Alcuni possono già provare di persona Google Instant dal vostro computer, se non siete tra loro non sentitevi esclusi: ci vorranno un paio di giorni prima che il servizio raggiunga tutti gli utenti Google e un po’ di più perché arrivi anche agli utenti mobili. Per la precisione Google ha dichiarato che non sarà immediatamente disponibile per i telefoni, ma che dovrebbe esserlo fra qualche mese.La novità non esclude la ricerca classica, quindi se non vi piace non siete costretti ad usarla: accanto allo spazio per la ricerca troverete un link che permette di abbandonare Instant e tornare alla vecchia versione di Google.

…e c’è almeno un trucchetto carino da scoprire.Quando Google Instant è attivato, il tasto con la freccia verso destra si comporta come la funzione “Mi sento fortunato”. E’ bello vedere che è stato mantenuto un certo senso dell’avventura.


venerdì 27 agosto 2010

Gmail è (anche) un telefono


C'è chi ha sottolineato come Google abbia appena lanciato il suo più temerario guanto di sfida all'alfiere del VoIP, Skype.

L'annuncio dell'ingegnere software Robin Schriebman è infatti arrivato nella scorsa mattinata statunitense, ad illustrare l'avvento di un nuovo client che potrebbe trasformare Gmail in un vero e proprio hub di comunicazione."

A partire da oggi - ha spiegato Schriebman in un post apparso sul blog ufficiale di Google - si potranno effettuare chiamate verso qualsiasi dispositivo, direttamente da Gmail".

In sostanza, si tratta di un client VoIP web-based (che richiede Flash), accessibile dagli utenti di BigG direttamente dal proprio account di posta elettronica.

Quello annunciato dall'azienda di Mountain View è ancora un servizio senza nome - attualmente attivabile all'indirizzo gmail.com/call con un credito offerto di 10 centesimi di dollaro - che funzionerà tramite la finestra di Google Chat.

All'utente si aprirà dunque una piccola tastiera telefonica, ma solo a patto di aver già scaricato Google Voice (il sistema propone automaticamente il download). In Italia appare attualmente difficile capire come fare a ricaricare il credito telefonico.
Secondo quanto riportato dal post ufficiale di Google, fino al gennaio del 2011 gli utenti statunitensi potranno effettuare chiamate nazionali (e verso il Canada) gratuite.

Per quanto concerne le telefonate internazionali, il listino di BigG pare più che competitivo: 2 centesimi di dollaro al minuto per l'Inghilterra, 6 centesimi per l'India.Ma non saranno le cifre a garantire alla Grande G un forte vantaggio competitivo nei confronti di Skype.

Almeno stando al parere di alcuni osservatori, che hanno visto l'annuncio in termini di arricchimento dell'esperienza degli utenti iscritti al servizio di posta elettronica Gmail.

Poter effettuare chiamate all'interno del servizio garantirà dunque una permanenza più lunga all'interno dell'hub.

Pare dunque arrivare ad un punto nodale la strategia messa in piedi da Google a partire dalle acquisizioni di Gizmo5 (nel novembre del 2009) e di Global IP Solutions, società di San Francisco che forniva le sue tecnologie a Yahoo!, AOL e Samsung. Mentre a Skype uno squillo assomiglia sempre più a quello del film The Ring.


martedì 17 agosto 2010

Street View, in Germania ci si può cancellare

Google concede un mese di tempo per segnalare le abitazioni da rimuovere. E tutelare così la propria privacy.
Chissà come sarebbero stati contenti i coniugi Boring se una possibilità del genere fosse stata offerta negli USA: la versione tedesca di Steet View, che sarà lanciata entro la fine dell'anno e coprirà inizialmente 20 città, permette infatti di richiedere la rimozione delle foto che ritraggono la propria abitazione.
Fino al 15 settembre i cittadini tedeschi che non vogliono vedere la propria casa apparire in Internet possono compilare un'apposita richiesta di rimozione recandosi sulla versione locale di Street View.
La Germania è da sempre molto critica verso questo servizio di Google, perché teme un'inaccettabile invasione della privacy; per questo motivo, prima ancora del lancio, la società di Mountain View ha deciso di offrire la possibilità di cancellarsi, finora inedita.
Non tutti sono completamente soddisfatti: Ilse Aigner, ministro per la Tutela dei Consumatori, ritiene infatti che il tempo concesso per opporsi alla pubblicazione delle foto (un mese) sia troppo breve, e che andrebbe raddoppiato.
C'è poi un'ultima difficoltà nello sfruttare la possibilità offerta da Google: pare infatti che il sistema non sia accessibile da Internet Explorer, che è utilizzato da circa il 60% dei navigatori tedeschi.

Fonte: zeusnews.it

giovedì 5 agosto 2010

VisualRoute 14.0e

Per far comprendere ad un neofita assoluto le caratteristiche della rete Internet, non c'è modo migliore che mostrargli la schermata generata da VisualRoute con l'immissione di un url o di un IP: il collegamento tra server di partenza e server di arrivo è rappresentato, su una cartina mondiale, da una linea che collega in un attimo anche località agli antipodi, come rappresentazione grafica del percorso che i pacchetti di dati compiono per giungere a destinazione.
In forma visiva, e molto più chiara e suggestiva, esattamente quello che si ottiene con i comandi dos ping, whoise traceroute (o tracert).
Ma le potenzialità di VisualRoute vanno ben oltre un suo eventuale utilizzo come supporto didattico, perchè si tratta di un'applicazione di grande utilità per chi abbia la necessità di sondare la Rete e le sue strade.
I motivi per farlo possono essere vari, ma i più frequenti sono l'accertare la causa di difficoltà nella connessione a determinati url, o nell'invio/ricezione di posta elettronica, oppure la necessità di identificare la collocazione geografica di server e router dai quali provengono attacchi hacker o spam.
VisualRoute lavora a largo spettro, operando una verifica capillare, lungo l'instradamento, di tutti gli hop (salti attraverso router) compiuti e riesce a mettere in evidenza la presenza di colli di bottiglia o la scarsa velocità di risposta in server poco performanti. Identifica, inoltre, il tipo di server d'arrivo, fornendo contestualmente il whois dei domini coinvolti nel passaggio dei dati.
I risultati dell'analisi vengono riportati all'utente in una tabella e anche, come mostra la schermata del programma, in forma grafica, su una mappa mondiale.
Il tutto, ad una velocità assai superiore a quella ottenibile attraverso i comandi dos equivalenti eseguiti in sequenza.
Del programma, peraltro di facile ed intuitivo utilizzo, è disponibile un manuale online, sul sito del produttore (http://www.visualware.com/visualroute/manual.html).

Fonte e download: html.it

Addio Google Wave


Non tutte le ciambelle riescono col buco. Google Wave è una di queste: quando è nato non è stato in grado di "spiegarsi" all'utenza, la quale non ha così avuto modo di capirlo a fondo se non viaggiando sulle ali delle promesse rivoluzionarie provenienti da Mountain View.
Anche in seguito il percorso è rimasto tortuoso: Google Wave non è riuscito ad imporre il proprio modello, l'utenza non ha saputo che farsene del nuovo strumento elargito da Google ed il tutto si è risolto in una landa desolata senza attività e senza futuro. La scelta poteva essere una soltanto e Google l'ha annunciata da poche ore: Google Wave chiude i battenti.

Poco più di un anno fa l'annuncio traspirava entusiasmo: «In Google Wave puoi creare un'onda e aggiungere nuovi partecipanti. Tutti sulla tua onda possono utilizzare e formattare i messaggi di testo, utilizzare foto, gadget e anche i feed da altre risorse trovate sul Web.
Possono inserire una risposta o editare direttamente l'onda. [Wave] offre una funzione per l'editing istantaneo dei testi, che ti consente di vedere sul tuo schermo ciò che i tuoi amici stanno scrivendo in un preciso momento nella tua onda.
Ciò significa che Google Wave è perfetto sia per i messaggi istantanei che per i contenuti statici: rende possibili sia la collaborazione che la comunicazione». Si iniziò con un accesso ad invito, quindi a fine estate fu aperto l'accesso pubblico al servizio.
Poteva, o almeno voleva, essere una rivoluzione nel modo di collaborare online.
L'addio è affidato oggi a Urs Holzle, Senior Vice President Operations & Google Fellow, il quale spiega che l'azienda auspicava risultati migliori dal progetto e che per questo motivo decide ora di abbandonarlo. L'idea non è però bocciata, anzi: Google si complimenta con i propri sviluppatori, elenca i successi tecnici ottenuti e sottolinea la volontà di riciclare il codice in altri progetti (l'esempio del drag&drop dei file tra desktop e cloud è qualcosa già abilitato su Gmail, ad esempio).

Google guarda avanti, ma alle proprie spalle chiude una porta.
Google Wave non ha mai saputo avere una propria identità ed un proprio ruolo e l'utenza dopo un anno non è stata in grado di capire a cosa avrebbe potuto servire uno strumento simile.
I progetti sviluppati sono stati pochi (e Google si prodiga a promettere massimo supporto per riuscire a riciclarli anche fuori dalla piattaforma Wave) ed in ogni caso gli ultimi: «siamo orgogliosi del team per il modo in cui ha spinto in avanti i confini della scienza informatica. Siamo in eccitazione per ciò che andranno a sviluppare ora [...]».
Fonte: webnews.it

martedì 19 gennaio 2010

Da Febbraio PEC per tutti. Professionisti in ritardo


La Posta Elettronica Certificata sarà disponibile entro febbraio per tutti coloro che ne facciano richiesta: lo ha ribadito il Ministro Renato Brunetta. Intanto, i professionisti iscritti agli albi faticano ad allinearsi alle direttive

La posta elettronica certificata potrebbe diventare uno strumento amministrativo determinante per snellire i procedimenti di comunicazione formale tra cittadini, aziende ed enti pubblici. Disponibile ormai da tempo e obbligatoria per i professionisti, tuttavia fatica ancora a decollare.

Il Ministro Renato Brunetta non demorde: entro febbraio si concluderà la gara per la fornitura PEC ai cittadini, che potranno richiederla gratuitamente per dialogare con le pubbliche amministrazioni.

Resta da capire se le istituzioni sono pronte a rispondere alle esigenze di cittadini e imprese. I primi ad essere bacchettati sono stati gli Ordini professionali che, secondo la legge 2/2009 dovevano essere i primi a capire il mondo della posta elettronica certificata e ad agevolarne la diffusione tra i propri iscritti.

Tutti i professionisti iscritti ad albi ed elenchi istituiti con legge dello stato, secondo la norma, avrebbero dovuto dotarsi di casella PEC entro il 28 novembre 2009, comunicandola al proprio ordine di riferimento, che avrebbe dovuto mantenere una sorta di elenco dei professionisti.

I ritardi accumulati, tuttavia, evidenziano la mancanza di una adeguata "predisposizione" tecnica ancor prima che di cultura digitale in un Paese in cui si fatica anche solo per ottenere la banda larga...

Fonte: pmi.it

giovedì 14 gennaio 2010

Google offre 1GB di spazio on line per i suoi utenti


Arriva da Google il servizio che consentira' agli utenti registrati di archiviare via internet, sui server di Google, qualsiasi tipo di file.

Questi saranno cosi' accessibili da qualsiasi dispositivo dotato di connessione a internet e browser:dal pc dell'ufficio come da quello di casa, ma anche sul cellulare o in un internet cafe'.

Il servizio arrivera' nelle prossime 2 settimane come opzione di Google Docs.


Ogni singolo file può avere una dimensione massima pari a 250 MB, fino ad occupare il gigabyte di spazio in omaggio. Chi avesse neecessità maggiori, può comunque acquistare una quota di disco remoto al vantaggioso prezzo di 0.25 $ all'anno per ogni GB addizionale.
Lo spazio acquistato in questo modo può anche essere utilizzato per conservare le foto con Picasa


Lo spazio a disposizione è progettato principalmente per essere utilizzato via browser, e non è previsto per l'immediato un applicativo di sincronizzazione "ufficiale" a disposizione del grande pubblico

martedì 12 gennaio 2010

Come trovare informazioni sulle persone con 123People


Oggi in rete si può fare di tutto, anche riuscire a scoprire qualcosa in più su una determinata persona che ci interessa. Non si tratta soltanto di usare i social network, che possono rappresentare un valido aiuto in questo senso. Ma si possono perfino utilizzare degli appositi servizi che consentono di rintracciare informazioni molto utili. Fra questi non si può non ricordare 123People, un servizio web che è strutturato come un vero e proprio motore di ricerca, che permette di trovare contenuti internet interessanti su una persona. Il tutto può essere effettuato in maniera molto semplice.
Infatti non si deve fare altro che inserire nell’apposito campo di ricerca il nome e il cognome della persona che ci interessa, cliccare sullo specifico pulsante per dare il via alla nostra ricerca e in pochi attimi potremo visualizzare tutto ciò cha abbiamo bisogno di sapere.
Il servizio ci aiuta a trovare tutte le tracce che una determinata persona ha lasciato on line. I risultati sono di diverso genere. Si tratta di documenti, link a siti o a blog, immagini, video di YouTube e account di Facebook, ma anche di altre reti sociali.
La questione della privacy non rappresenta in questo caso un problemi, visto che il servizio si limita ad assemblare informazioni che in rete sono accessibili a tutti. Internet diventa sempre di più il luogo virtuale in cui i dati personali si intrecciano, rappresentando degli elementi che ci possono dare indicazioni rilevanti su un individuo.
123People si rivolge a quanti sono mossi dalla curiosità di scoprire magari aspetti che non conoscevano di una persona o di saperne di più riguardo alla sua vita sul web.